Tassazione FOREX: Come e perchè?

fiscalità del forex

Mi stranisce il fatto che quando ho iniziato a fare Forex, i guadagni erano esentasse, se non superavano la quota di 50.000 euro (i vecchi 100 milioni di lire) e che i conti in valuta estera non venissero trattenuti per più di 7 giorni. Era una situazione ideale per molti, specie per gli intra day Traders, che consentiva di risparmiare parecchi soldi sulle imposte.

Il tutto si basava sul fatto che fosse ovvio che un trader professionista guadagnasse parecchio di più di 50.000€ all’anno,  ma per un neofita questo rappresentava un notevole appeal e per tale motivo mi avvicinai a questa nobile arte.

Ma era impossibile, con uno sviluppo esponenziale come quello nel Forex, dei business connessi e dei conti personali, che il legislatore non si accorgesse della grande opportunità di rimpinguare le proprie casse….e tasse arrivarono!

1

Come penso sappiate benissimo, per il pagamento delle imposte dovute, si può ricorrere a due tipi differenti di “Regimi” (…già solo la parola incute timore!):

1.l’Amministrato, scegliendo broker che lo prevedono (pochissimi in Italia) che sono anche sostituti di imposta e provvedono al versamento degli oneri in maniera automatica. In questo caso, infatti, sono gli stessi broker non solo a fare i calcoli, ma anche a sottrarre il dovuto dal conto di trading per versarlo direttamente nelle capienti e voraci forzieri dell’erario.

2.il Dichiarativo, dove è lo stesso Traders, unitamente al suo consulente fiscale, a dover versare gli oneri; il calcolo e il versamento può risultare un po’ scomodo, è ammissibile, ma ritengo sia molto meglio del precedente perchè hai una scelta molto più variegata e meno condizionante, in tutti i sensi!

Molti Traders o pseudo-tali, in privato mi chiedono ancora oggi come dichiarare al fisco gli utili da Forex in quanto ignari delle regole e circolari dell’Agenzia delle Entrate. Il tutto è in continuo divenire ma cerchiamo di fare un pò di chiarezza per esser d’ausilio a quelle persone che non possono permettersi una consulenza fiscale.

Con la risoluzione n.67/E dell’Agenzia delle Entrate è stato chiarito che le plusvalenze realizzate con l’attività di Forex devono essere indicate in dichiarazione dei redditi, nel quadro RT, sezione II-B, del modelli Unico delle Persone Fisiche e la circolare 102/E del 2011 dell’Agenzia delle Entrate ha precisato che le plusvalenze da Forex da una persona fisica non esercenti arti o professioni è assoggettata a imposta ISOS (imposta sostitutiva) del 26% anche a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs 44/2014.

Si, ma come determinare la base imponibile a cui applicare l’imposta sostitutiva?

Con le normative attuali in caso di spostamento in entrate o uscita per un minimo annuale di € 10.000 l’importo va indicato nel grado RW ed RT della dichiarazione dei redditi al fine del calcolo dell’imposta ISOS. Il versamento dell’imposta, nel caso in cui il broker non applichi la ritenuta d’imposta ISOS oppure sia un broker estero, è effettuato con modello F24 indicando il codice tributo1100” ed indicando l’anno di imposta alla stessa scadenza delle imposte sui redditi.

Detto questo, in maniera del tutto sintetica, come è mio solito, vorrei concludere questo articolo dedicato ad un’argomento di cui nessuno vorrebbe mai parlare, invitando tutti a rispettare in modo rigoroso le norme fiscali italiane: la tassazione delle rendite finanziarie è sostanzialmente più bassa rispetto a quella dei redditi da lavoro, non vale la pena rischiare fastidiosi controlli, per problematiche connesse al vostro nominativo!

Spero di esservi stato utile e consiglio sempre di farsi assistere da un professionista competente e consapevole delle molteplici possibilità!

Tony TTF

 

condividi la pagina sui tuoi social
Taggato con: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Pubblicato in AVANZATO, ThankstoFOREX.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Categorie
Shares