BREXIT, scenario futuro!

Caro lettore,

Il divorzio è stato, di fatto, accelerato dall’UE e la volontà è quella di far quanto prima per mettere in difficoltà la Gran Bretagna che dovrà dare mandato al nuovo premier UK (dopo le occorse e responsabili dimissioni di Cameron) di notificare le scelte al Consiglio europeo, composto da Capi di Stato e di governi dell’Ue e, solo da quel momento, inizierà il reale iter di recesso, che potrebbe durare da mesi ai due/cinque anni…..alla faccia di chi pensava dovesse accadere tutto in un attimo!

Abbandonando l’UE, la UK diverrà un cosiddetto «Paese terzo» che dovrà ridefinire i suoi rapporti con l’Unione. La trattativa si svolgerà secondo le regole previste dall’articolo 218 del Trattato e, al tavolo ritroveremo la Commissione Ue e la Gran Bretagna; sarà il Consiglio Ue a decidere chi altro potrà parteciparvi.

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Le conseguenze quali saranno?

Esse ricadranno, come al solito, su studenti, lavoratori, imprese e turisti, perchè cambieranno molte cose.

  • Gli studenti universitari europei verranno equiparati a quelli extra europei: di conseguenza la retta potrebbe quadruplicarsi, perdendo il diritto all’assistenza sanitaria gratuita.
  • lavoratori nel Regno Unito conserveranno i diritti acquisiti, ma i problemi arriveranno per chi ancora non si è trasferito. Vorrei appena ricordare che la Sterlina ha già iniziato il suo iter di svalutazione (come i grafici forex nei primi giorni dopo la Brexit) e la Bank of England ha già dichiarato che si andrà verso un taglio dei tassi dal 0,50 attuale al 0,25 prossimo, affossando ancora maggiormente la valuta della Regina, risultato: chi lavora in UK per inviare soldi a casa oltre frontiera, vedrà ridursi di tanto l’entità del valore spedito!
  • Per i turisti, le prossime vacanze  cambieranno decisamente: controlli di frontiera più serrati, necessità di visto turistico e così via…complicazioni e non facilitazioni!
  • Per le imprese UE potrebbero, anzi arriveranno, nuovi dazi doganali e certificazioni obbligatorie che devono essere sancite da nuovi accordi bilaterali per le imposte indirette come Iva e dazi, sul modello della Svizzera che ha anch’essa “rotto” l’idillio con l’Euro, già dal 2015. Le grandi aziende potrebbero decidere di lasciare il Regno Unito, come già dichiarato da alcuni big, in quanto lo sbarco nel continente potrebbe penalizzare le capacità d’introito.
  • Anche i mercati stanno subendo perdite ingenti già dal primo giorno, e se ne prevedono di più vaste in attesa delle dichiarazioni ufficiali di Draghi e la BCE. Pensate che i titoli bancari nazionali hanno toccato -44% (Mps) e -35% (Intesa) poi ridotto da movimenti speculativi!

Infine, dalla morte della Cox (ordita da chissà quali servizi segreti) fino al voto, molti brit hanno deciso di staccarsi dall’Unione, speriamo non solo perchè si sentano snob, si sentano diversi, perchè noi italiani e europei, francamente, non abbiamo proprio nulla da invidiargli e solo il tempo dirà chi ha avuto ragione!

Viva l’Italia, viva l’Europa e viva la Condivisione d’intenti!

PS: auspichiamo, non solo monetari, ma anche politici!

Tony Locorriere
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