LE ONDE DI ELLIOTT – EW

APPROFONDIMENTO 2

 

Ralph Nelson Elliott, contabile americano in pensione introdusse Fibonacci nel mondo dei mercati finanziari, in modo inconsapevole.
In un libro del 1938, “Il Principio dell’Onda”, dopo aver analizzato quasi 75 anni di movimenti della borsa, teorizzò che i mercati, come le società umane, seguono degli andamenti ciclici di crescita e in qualche modo ripetitivi, un ritmo formalizzabile sotto forma di “onde” (vedasi grafico sottostante).
Il ritmo di fondo della crescita dei mercati finanziari, come per le vicende umane, come per l’evoluzione della natura, sarebbero ottenute da un movimento primario espansivo fatto di cinque onde, seguito da un movimento di tre onde in

Schermata 2013-03-19 alle 22.38.24controtendenza.
Queste onde si combinavano poi tra loro

arrivando a comporre dei “Maxicicli” della durata di svariati anni, formati da 89 onde nel senso primario e 55 onde in controtendenza. Guardacaso, 3, 5, 55, 89 sono numeri della serie di Fibonacci, che tratteremo subito dopo.

La “teoria” era suggestiva e ambiziosa, Elliott aveva abbozzato una definizione della struttura dei mercati finanziari che poteva far pensare ai frattali, cioè figure che possono essere suddivise in più parti, ognuna delle quali ha una struttura simile a quella dell’oggetto intero, caratterizzate cioè da similarità che si ripetevano su diverse scale spaziali e temporali. In alter parole, ciascuna onda potrebbe essere suddivisa in onde più piccole del tutto simili all’onda di partenza.

Nel momento in cui arrivò a scrivere “Le Leggi della natura”, la sua apoteosi, Elliott si accorse che la serie di Fibonacci definiva appunto il ritmo interno della sua teoria, e diede a questo connubio la sua benedizione, dichiarando che la successione di Fibonacci è alla base del suo Principio dell’Onda.

E’ stato soltanto a partire dagli anni ’70 che il suo nome e quello di Fibonacci hanno cominciato a diventare sempre più popolari presso i tecnici e i trader nei vari angoli del pianeta, grazie al lavoro di un analista, in origine al servizio di Merrill Lynch, Robert Prechter che diventò un abile e infaticabile predicatore delle “verità” di Elliott.

Prima di entrare nella trattazione meramente operativa, si sappia che abbiamo dovuto sintetizzare parecchio su Elliott, il quale meriterebbe un più approfondito approccio, considerando anche l’alone di stupore che ne deriva dalla lettura.
Bene, dopo un’opportuna e spero gradita rivisitazione storica, vediamo ora come utilizzare le onde in piattaforma, che speriamo abbiate già acceso.

La teoria EW sostiene che, riuscendo ad identificare in maniera corretta il pattern corrente di un prezzo, sia possibile prevederne l’andamento futuro. Ed è proprio per questo motivo che trova grande interesse fra i trader, poiché fornisce un metodo per identificare precisi punti del grafico dove il prezzo ha una maggiore possibilità di subire un’inversione, prevedendola.

L’unicità della teoria è di studiare il mercato in base al sentiment degli investitori, ed ogni onda ne rappresenta la variazione. La sua applicazione della trova ideale collocazione negli indici dei mercati azionari, nelle Commodities ed in tutto ciò che è sempre fisiologicamente in crescita, come pure il Forex. Peraltro, la valenza tecnica dei cicli di brevissimo e breve termine, lasciano il tempo che trovano perchè estremamente influenzata dai fattori speculativi del mercato.

Al contrario, quelli di lungo o di lunghissimo (Supercycle), risultano estremamente affidabili, in quanto non tendono ad essere condizionati da eventi “esterni” alla natura del mercato, seguendo il Sentiment di lungo periodo alla perfezione.

Schermata 2013-03-19 alle 22.40.39

Elliot legifera che il mercato si muova seguendo il cosiddetto 5-3 Wave pattern.
Le prime cinque onde sono dette d’impulso e le ultime tre sono dette di correzione.

Le onde 1, 3 e 5 sono le Motrici, perchè sono il motore del trend generale, mentre le onde 2 e 4 sono correttive.
Le onde 1-2-3-4-5-A-B-C costituiscono a loro volta le onde 1-2 di un ciclo superiore, e si puo continuare così fino all’infinito, perché Elliott immagina il mercato come una spirale infinita, dove ogni onda fa parte di un’onda di grado superiore.
Per prima cosa vediamo il magistrale pattern d’impulso a 5 onde.

Descriveremo ciascuna onda utilizzando l’operatività Forex.

Onda 1

Schermata 2013-03-19 alle 22.41.23Viene da una chiusura di un ciclo precedente, quindi, da una correzione. Causata da investitori che ritengono che il prezzo corrente sia conveniente e che quindi sia un ottimo momento per comprare. In conseguenza di ciò, la valuta acquista valore ed aumenta di prezzo.Solitamente è l’onda più breve della parte impulsiva del ciclo, non va ma oltre i 45° di inclinazione a rialzo ed i 135° a ribasso. Siamo in un’area molto pericolosa, tale da attendersi qualsiasi cosa , in quanto potrebbe sembrare un nuovo accumulo per poi proseguire nella correzione. Onda 1, in definitiva, è un onda di swing a cui seguirà un ritracciamento, onda 2, per poi proseguire in estensione con onda 3 o 5.

 

 

 

Onda 2

Parte dei trader di breve termine che hanno cavalcato l’onda iniziale chiudono la posizione per incassare, e il prezzo della valuta tende a scendere senza però raggiungere il punto iniziale dell’onda precedente.
Possono crearsi molte formazioni grafiche come il Double/Triple Bottom, oppure il Testa&Spalle Rovesciato.

Rimbalza frequentemente sui livelli di ritracciamento di Fibonacci, specie il 61,8%.

Non può MAI andare oltre l’inizio dell’onda 1.

 

Onda 3

Schermata 2013-03-19 alle 22.42.26Questa è solitamente l’onda più lunga e più forte perchè corrisponde ad un’accelerazione al rialzo. A causa della precedente discesa del prezzo, la valuta riesce a catturare l’attenzione del grande pubblico, innescando così una corsa all’acquisto, specie oltre il Massimo di onda1. Questo fa si che il prezzo riprenda la sua corsa verso l’alto, verso un nuovo massimo relativo. Non desta certo sorpresa il fatto che essa sia spesso e volentieri la più estesa delle impulsive.

Non può MAI essere la più corta tra le 5.

Onda 4

Rappresenta solitamente una figura complessa. Come la seconda onda, corrisponde ad una correzione o fase di consolidamento del trend in atto.
In questa fase alcuni investitori decidono di uscire parzialmente dal mercato per poi rientrare su rottura del top di onda 3.

La strategia spesso risulta vincente nel caso in cui onda 4 sia (come spesso accade) un consolidamento lateral-ribassista.
Spesso può assomigliare ad un inizio di inversione di Trend, ma con la rottura del Top di onda 3, la massa degli investitori prende coraggio.

Rimbalza frequentemente sui livelli di ritracciamento di Fibonacci.

Non può MAI entrare nell’area di prezzo dell’onda 1.

 

Onda 5

Schermata 2013-03-19 alle 22.43.46Questo è il punto in cui la maggior parte delle persone acquista la valuta aumentandone il prezzo in maniera vertiginosa. E’ in questo momento che il mercato si accorge dell’eccessivo rialzo del prezzo e viene sancita la fine del ciclo rialzista, cominciano ad aprirsi delle posizioni short, dando così vita al pattern correttivo ABC. Una cosa importante da sapere sulle onde di Elliott è che tra esse ce ne sarà sempre una più estesa rispetto alle altre due, stasticamente è la 3 ma Elliott in persona indicava la 5. Generalmente si presenta a forma di Triangolo Diagonale Finale, a causa della accelerazione finale del movimento e dell’euforia nel mercato.

Alcune volte può capitare che non si muova oltre la fine dell’onda 3 e in questo caso si parla di troncamento (Failure) che nasce spesso da onda 4 nel caso abbia corretto oltre il Fibo 50% del precedente impulso. Questi patterns sono stati presentati nella configurazione a rialzo, ma ovviamente il discorso è speculare in un ciclo a ribasso. Le onde correttive, appunto correggono le onde impulsive in direzione opposta al trend primario imposto dal ciclo stesso. Sono necessarie per correggere gli eccessi ed equilibrare il mercato, ricaricandolo verso il target naturale del ciclo primario. Nella parte impulsiva del ciclo, come già visto, le correttive sono 2 e 4.

Nella parte correttiva di un ciclo (A-B-C), l’onda correttiva è l’onda B.

 

In genere ogni onda correttiva è legata all’impulso che la precede, da precise regole matematiche e in particolare, dai numeri aurei: 0,382 – 0,50 (Gann) – 0,618. In genere ogni correzione si appoggia ad importanti livelli tecnici (sup. E res. major, livelli storici, ecc.) per creare le basi solide all’impulso che ne segue.

Onda A.

Fase di correzione che viene spesso erroneamente interpretata.
Si verifica un segnale di pericolo più serio di quanto si pensi quando l’onda A rompe al ribasso formando altre cinque onde.
In questa fase di mercato gli investitori grossi escono nella maggior parte, mentre spesso restano ingabbiati i piccoli, attendendo una nuova imminente ripartenza che ahimè, non avverrà in tempi brevi.

Onda B.

L’onda B rappresenta l’onda del rimbalzo fisiologico del nuovo DownTrend.
In base al tipo di correzione che si verifica, il rimbalzo potrebbe testare i vecchi massimi (formando Bullish Pattern a Double/Triple Top) o addirittura andare oltre, prima di girare al ribasso con l’ultima onda correttiva C.
Spesso è la più snervante delle 3 onde, perché non permette molti gains essendo molto equilibrata tra la domanda e l’offerta; è una continua oscillazione all’interno di un trading range.
I piccoli investitori mediano erroneamente le loro vecchie posizioni e i grossi spesso decidono di agire con grande cautela.

Onda C.

Molti cominciano a pensare che il trend principale si sia invertito con l’inizio di un ciclo a ribasso. Infatti tracciando una TrendLine al di sotto dei minimi della quarta onda e della A, a volte si manifesta il comune “Testa e Spalle” che giustifica l’eventuale proseguimento di onda C. In questa fase è probabile il panic-selling, contrapposto all’euforia di onda 5. Questa è l’onda spesso più inattesa e devastante dell’intera correzione, che sovente termina all’interno dell’area di onda 4.

Il pattern 5-3 può essere riscontrato sia in fase di uptrend che in fase di downtrend, come il seguente:

Schermata 2013-03-19 alle 22.45.03

Le onde correttive, spesso sono considerate le più difficili da individuare per la possibile complessità della loro formazione. Ciò risulta più semplice nel momento in cui corregge molto, e al contrario risulta di difficile interpretazione quando corregge poco ma si prolunga nel tempo. Secondo Elliott esistono 21 differenti tipologie di pattern correttivi che variano da più semplici a più complessi, riassumibili in soli tre tipi di formazioni o fondamentali. Gli esempi che mostriamo qui sotto sono applicati a situazioni di uptrend, ma si possono tranquillamente applicare anche a fasi di downtrend, invertendo la formazione.

1- Formazione a Zig-Zag
Schermata 2013-03-19 alle 22.45.39E’ la relativamente più semplice, è abbastanza ripida ed è in controtendenza rispetto

al trend dominante. Solitamente è del tipo 5-3-5, cioè A (5 sottoonde), B (3 sottoonde), C(5 sottoonde). L’onda B è solitamente quella più corta.
Questo tipo di formazione può comparire due o anche tre volte in un’unica correzione. Come tutte le onde di Elliott, ciascuna onda che fa parte dello zig-zag può essere a sua volta vista come un pattern impulsivo a 5 onde.

 

 

 

2- Formazione piatta (Flat)

Schermata 2013-03-19 alle 22.46.14Sostanzialmente composta da onde che si estendono lateralmente. In questo caso la lunghezza di queste onde è generalmente la stessa; l’onda B

si muove in direzione opposta delle onde A e C, ma siate flessibili perchè esistono anche delle variazioni del modello base, dove B o C si pronunciano un pò di più. Questa formazione può diventare raramente più estesa e più complicate, dando origine a Double or Triple Threes, specie dopo fasi di grande rialzo, sono di continuazione e consolidamento del trend.

 

 

3- Formazione a triangolo

Schermata 2013-03-19 alle 22.47.05Sono limitate da due linee di trend convergenti o divergenti. I triangoli sono composti da 5 onde che si muovo lateralmente in direzione opposta a

quella del trend. Questi triangoli sono tra le formazioni più difficili da individuare perchè possono essere simmetrici, discendenti, ascendenti o si possono espandere. Per facilitarne l’identificazione, come vediamo in figura, trattasi di pattern composto da 5 onde con 3 sott’onde ciascuna, ed in questa fase è meglio rimanere flat. Questa formazione è più probabile in onda 4.

 

 

 

Fondamentale nella teoria EW è il principio dell’alternanza nei movimenti delle onde. Non è una regola, ma se ad esempio, siamo in onda 2 che è una figura semplice come un Zig-Zag, in onda 3 ci aspetteremo una figura complessa, o almeno una Flat. Altro pilastro della teoria, è il principio dell’avvicendamento, cioè che non sapremo cosa farà il mercato, bensì ciò che molto probabilmente non farà!

Esso sostiene che molto difficilmente una situazione si ripeterà nell’immediato futuro. Ad esempio, se onda 5 del ciclo precedente è stata un troncamento, allora la 5 del ciclo in atto molto probabilmente non lo sarà, è produrrà nuovi massimi.
Il terzo ed ultimo principio del mitico Ralph Nelson, è la personalità delle onde. Ogni onda ne ha una propria, che la distingue dalle altre. Difficilmente la stessa onda si ripete con le stesse caratteristiche mostrate nel passato, ma la personalità dell’onda si ripete ciclicamente, affermandosi come una buona linea guida per capire se il conteggio è giusto o meno. Lo sviluppo dell’impulso prevede che non possano mai essere infrante le 3 regole fondamentali, che abbiamo già inserito in neretto alla fine della trattazione delle onde 2-3-4, a cui si riferiscono direttamente.

Dai grafici, le onde non appaiono proprio così precise e andando avanti col tempo imparerai che non è sempre così immediato riuscire a riconoscerle.

Schermata 2013-03-19 alle 22.47.56

Come abbiamo detto e visto in figura poco prima, le Elliott Waves sono dei frattali, cioè che ogni onda è composta da altre onde più piccole e questo meccanismo si ripete all’interno delle onde, fino all’infinito.
Con lo scopo di semplificarne l’identificazione, la teoria assegna una serie di categorie alle onde, partendo dalle più gradi fino ad arrivare alle più piccole. Queste categorie prendono il nome di: Grand Supercycle, Supercycle, Cycle, Primary, Intermediate, Minor, Minute, Minuette e Sub-Minuette. Un Grand Supercycle è composto da un Supercycle che a sua volta e costituito da un Cycle e così via. Ora sta a voi capire precocemente:

il nascere di una formazione;
-la Ratio, cioè l’analisi delle proporzioni utili per determinare i punti di Retracement e i TP che si ottengono dalla relazione tra le differenti onde, sia in lunghezza che numero di pips medi distinti per TF;
-il Time, il tempo, che può essere usato per confermare o meno le figure delle onde e la Ratio, all’interno del TF di reiferimento.
Infine, sperimentate sui grafici di lungo e prendete appunti cercando similitudini e formazioni ricorrenti ed usate inizialmente grafici a linea per poi magari tornare alle candlestick quando avrete maturato una coscienza elliottiana.

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